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Prezzi record nelle aste FER X: così le rinnovabili italiane battono le fossili

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Prezzi record nelle aste FER X: così le rinnovabili italiane battono le fossili

Un’asta che cambia le regole del gioco

A inizio dicembre 2025 il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato le graduatorie della prima asta FER X transitorio. I numeri parlano da soli: dei circa 8,6 GW messi a gara, il fotovoltaico ha ottenuto 7,7 GW di potenza su 474 impianti, con un prezzo medio ponderato di 56,825 €/MWh (circa 5,7 cent/kWh) e un prezzo massimo di 62,675 €/MWh.

Sull’eolico sono stati assegnati circa 940 MW a 29 impianti con un prezzo medio di 72,851 €/MWh (7,3 cent/kWh); il prezzo massimo è arrivato a 77,738 €/MWh. I ribassi rispetto al prezzo base di gara sono notevoli: nel fotovoltaico arrivano al 49,8 %. In altre parole, per la prima volta in Italia l’energia solare su scala industriale viene venduta a meno di sei centesimi al kWh, mentre il vento resta ampiamente sotto i dieci.

Perché questi numeri sono straordinari

I prezzi emersi dalle aste vanno confrontati con le alternative disponibili sul mercato:

  • Prezzo all’ingrosso (PUN): nel 2025 la media nazionale del prezzo unico nazionale dell’energia (PUN Index GME) si aggira intorno ai 111 €/MWh. Significa che l’energia solare assegnata con le aste FER X costa la metà del prezzo di mercato e l’eolico il 30 % in meno.
  • Costo livellato delle rinnovabili (LCOE): secondo l’ultimo Renewable Energy Report del Politecnico di Milano, il LCOE di un impianto fotovoltaico utility‑scale italiano (1–5 MW) è compreso tra 70 e 80 €/MWh, mentre un impianto da 20 MW scende a 65–75 €/MWh. L’eolico onshore da 20 MW ha un LCOE di 90–100 €/MWh. I prezzi di aggiudicazione delle aste sono quindi inferiori alle stime del costo di produzione presentate dagli analisti.
  • Energia da fonti fossili: il gas continua a determinare il prezzo marginale nel mercato italiano. Nuovi impianti nucleari risultano ancora meno competitivi: il LCOE medio di una centrale nucleare di nuova costruzione è pari a 156 €/MWh nel 2024, rendendo questa tecnologia la più costosa tra le fonti utility‑scale.

Questi confronti mostrano che le rinnovabili sono ormai l’opzione più economica, anche senza incentivi. La riduzione dei costi è dovuta soprattutto ai miglioramenti tecnologici, alle economie di scala e ai grandi volumi di componenti prodotti in Asia.

Un salto culturale: dal bonus al contratto per differenza

Le aste FER X utilizzano contratti per differenza (CfD) della durata di 20 anni: lo Stato assicura un prezzo fisso (quello di aggiudicazione) e incassa/versa la differenza se il prezzo di mercato si discosta da quel valore. Questo strumento fornisce visibilità agli investitori e tutela i consumatori dalle oscillazioni del gas.

Davide Valenzano, direttore Affari regolatori e Mercati del GSE, ha definito l’esito delle aste “una nuova era per il fotovoltaico”, sottolineando come i prezzi così bassi rendano possibile un’accelerazione della transizione energetica.

Implicazioni per la crisi climatica e l’economia

Una soluzione immediata alla crisi climatica

Gli ultimi cinque anni hanno segnato un’accelerazione degli effetti del cambiamento climatico in Italia, con siccità prolungate, ondate di calore e eventi meteorologici estremi. Per rispettare gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni al 2030 e al 2050 bisogna incrementare la capacità rinnovabile in tempi brevi. Le aste FER X dimostrano che l’energia solare ed eolica non solo riduce le emissioni ma è anche la scelta più conveniente. Quando un MWh fotovoltaico costa 56 € e l’energia all’ingrosso supera 100 €, ogni giorno di ritardo nell’installazione di nuovi impianti comporta un costo economico e ambientale.

Benefici economici

  • Risparmi per famiglie e imprese: pagare l’energia a 56–72 €/MWh anziché oltre 110 €/MWh significa ridurre le bollette. Secondo Greenreport, con prezzi medi di 56,825 €/MWh per il solare e 72,851 €/MWh per l’eolico le rinnovabili permettono di risparmiare rispetto all’attuale PUN.
  • Minore dipendenza dal gas: le rinnovabili sottraggono domanda ai cicli combinati a gas, riducendo la volatilità dei prezzi e la necessità di importazioni.
  • Stabilità per gli investitori: i CfD ventennali danno certezze sui ricavi e attraggono capitali istituzionali, trasformando i parchi solari eolici in infrastrutture a basso rischio.

Vantaggi ambientali e sociali

  • Riduzione delle emissioni: sostituire produzione da gas con rinnovabili abbassa immediatamente la quota di CO₂ del mix elettrico.
  • Occupazione e filiera: l’aumento delle installazioni spinge la filiera italiana del fotovoltaico, dell’eolico e dell’agrivoltaico, creando posti di lavoro locali e competenze tecnologiche.
  • Uso del suolo sostenibile: le fonti rinnovabili occupano solo una minima parte della superficie agricola utilizzata (meno dello 0,15 % per il fotovoltaico, secondo Legambiente) e possono essere integrate con l’agricoltura (agrivoltaico).

Le sfide da affrontare

Malgrado l’esito positivo delle aste FER X, rimangono barriere che rischiano di rallentare la transizione:

  1. Autorizzazioni e burocrazia: il contingente eolico non è stato saturato (solo 939 MW su 2.500 MW disponibili) perché molti progetti soffrono ritardi autorizzativi.
  2. Infrastrutture di rete: la crescita rapida di solare ed eolico necessita di rinforzi nella rete di trasmissione e di più capacità di stoccaggio per gestire l’intermittenza.
  3. Programmazione energetica: secondo Legambiente l’Italia ha installato solo il 28,9 % del fabbisogno rinnovabile previsto al 2030, per cui il ritmo di nuove realizzazioni deve quasi raddoppiare.
  4. Equità territoriale: molte regioni del centro‑sud sono in ritardo; serve una strategia nazionale che incentivi anche le comunità energetiche e l’agrivoltaico.

Conclusione: investire nelle rinnovabili è la scelta razionale

I risultati delle aste FER X mostrano che il tempo delle incertezze sulle rinnovabili è finito: fotovoltaico ed eolico sono ormai le tecnologie più economiche. Con prezzi di aggiudicazione di molto inferiori alla media del mercato elettrico e costi livellati competitivi rispetto a gas e nucleare, investire massivamente nelle rinnovabili non è solo una scelta ambientale ma anche una decisione economica intelligente.

Nella corsa contro il tempo per limitare il riscaldamento globale, l’Italia ha l’opportunità di allineare il proprio sistema energetico alle nuove realtà: puntare su solare, eolico e accumulo, semplificare le procedure e rafforzare la rete. Il futuro passa da qui.

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