Batterie a 30 $/kWh: un nuovo passo lungo una traiettoria trentennale
Negli ultimi mesi è circolato un dato che, per chi segue il settore dell’energia, merita attenzione più per ciò che conferma che per l’effetto sorpresa: secondo un’analisi di CRU Group, riportata nel Battery Report 2025 della Volta Foundation, i costi di produzione delle celle LFP (litio-ferro-fosfato) in Cina potrebbero realisticamente scendere sotto i 30 dollari per kWh in impianti industriali ottimizzati.

Non si parla di una nuova chimica rivoluzionaria, ma di un’ulteriore fase di maturazione industriale. Il report mostra come la riduzione dei costi derivi soprattutto da automazione più spinta, gigafactory di grandi dimensioni, miglioramento delle rese produttive e ottimizzazione dei materiali. In altre parole, la stessa combinazione di fattori che negli ultimi quindici anni ha trasformato il fotovoltaico da tecnologia costosa a pilastro del sistema elettrico globale.
Questo dato, preso da solo, potrebbe sembrare solo un buon risultato industriale. In realtà acquista senso se lo si inserisce in una prospettiva più ampia. Il secondo grafico che stai utilizzando, adattato dai lavori di Auke Hoekstra e dai dati di Our World in Data, mostra l’andamento del costo delle batterie agli ioni di litio dal 1990 a oggi, con una proiezione basata sulla Wright’s Law. La parte storica è la più significativa: si passa da valori superiori ai 4.000 dollari per kWh negli anni ’90, a circa 450 dollari nel 2010, fino a scendere sotto i 100 dollari negli ultimi anni.
La proiezione futura non va letta come una previsione certa, ma come l’estensione di un meccanismo ben noto nell’industria: all’aumentare della produzione cumulata, i costi continuano a scendere. In questo senso, l’ipotesi di celle LFP intorno ai 30 dollari per kWh non rappresenta una rottura improvvisa, ma un punto avanzato di una traiettoria che dura da oltre trent’anni.

Messa così, la notizia non dice che “la questione dell’accumulo è risolta”, ma qualcosa di più concreto e meno spettacolare: l’accumulo energetico sta seguendo una curva di apprendimento simile a quella già vista per solare ed eolico. Questo significa che, anno dopo anno, diventa più facile integrare quote crescenti di rinnovabili nella rete, non perché esista una soluzione miracolosa, ma perché i costi continuano a muoversi nella direzione giusta, soprattutto nei mercati più industrializzati come quello cinese.
Fonti:
– CRU Group, Battery Report 2025, Volta Foundation
– Our World in Data, Battery price decline
– Auke Hoekstra, analisi e adattamenti su Wright’s Law
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