Hosting capacity della rete elettrica: cos’è e perché è importante per nuovi impianti fotovoltaici e accumuli
La risposta breve: è un filtro preliminare, non una garanzia di allaccio
La hosting capacity della rete elettrica indica, in termini generali, la capacità potenzialmente disponibile di una rete di trasmissione o distribuzione per accogliere nuove richieste di connessione.
Per chi sviluppa un impianto fotovoltaico, un BESS o un’infrastruttura di ricarica, è un’informazione utile nella fase iniziale: può aiutare a confrontare aree, nodi e stazioni alternative prima di impegnare risorse su terreni, progettazione e autorizzazioni.
Non va però interpretata come una “presa libera” sulla mappa.
Una capacità favorevole visualizzata in una dashboard o in un atlante può ridurre l’incertezza iniziale, ma non sostituisce:
- la richiesta formale di connessione;
- la soluzione tecnica proposta dal gestore;
- il preventivo di connessione;
- la verifica delle opere necessarie;
- gli studi elettrici sul caso concreto;
- le autorizzazioni, le servitù e la disponibilità effettiva del terreno.
La domanda più utile non è quindi “quanti MW risultano sulla mappa?”, ma:
Quella capacità è rilevante per il mio progetto, con il suo profilo di immissione o prelievo, nella configurazione di rete indicata e alla data di consultazione?
Che cosa misura davvero la hosting capacity
Non esiste un solo indicatore identico per tutti i gestori e per tutti i livelli di rete. Il concetto cambia in funzione della rete osservata, della tecnologia da collegare e della metodologia adottata.
Nel linguaggio tecnico, la hosting capacity riguarda la possibilità della rete di accogliere nuova generazione distribuita, nuovi carichi oppure entrambi, senza superare specifici limiti tecnici o richiedendo determinate opere di rete.
Tra i vincoli che possono incidere rientrano:
- disponibilità fisica di punti o stalli di connessione;
- capacità di trasformazione;
- limiti termici di linee, cavi e trasformatori;
- capacità di trasporto della rete locale;
- vincoli di tensione;
- livelli di cortocircuito;
- protezioni e selettività;
- flussi di potenza attesi;
- configurazione della rete;
- iniziative già autorizzate o già riservate;
- eventuali rinforzi previsti.
Per la rete di trasmissione, Terna definisce la capacità disponibile di una stazione come la massima potenza nominale in immissione tecnicamente connettibile e accoglibile. La valutazione considera sia i punti di connessione disponibili e la loro capacità tecnica, sia la capacità di trasporto della rete locale.
Questa definizione aiuta a capire un punto essenziale: la capacità non coincide semplicemente con la taglia di un trasformatore o con il numero di MW apparentemente “liberi” in un’area.
Hosting capacity, capacità residua e altre grandezze: cosa non confondere
L’espressione “capacità residua rete elettrica” è molto usata nel linguaggio operativo, ma non identifica necessariamente una grandezza normativa univoca. Prima di prendere decisioni economiche è utile distinguere almeno cinque concetti.
| Concetto | Che cosa indica | Perché non va confuso con gli altri |
|---|---|---|
| Potenza installata dell’impianto | La taglia nominale dell’impianto, espressa ad esempio in MW o MWp | Non dice quale potenza potrà essere immessa o prelevata dalla rete |
| Energia di un accumulo | La capacità energetica della batteria, in MWh | Non equivale alla potenza di connessione, che è espressa in MW |
| Potenza richiesta in immissione | La potenza che il progetto chiede di esportare in rete | Dipende dalla configurazione dell’impianto e dalla soluzione di connessione |
| Potenza richiesta in prelievo | La potenza necessaria per consumi o ricarica | È particolarmente rilevante per BESS, ricarica e data center |
| Hosting capacity/capacità disponibile | Indicazione tecnica preliminare della capacità accoglibile dalla rete in una certa configurazione | Non costituisce un diritto alla connessione né un preventivo |
Anche la capacità contrattuale di una fornitura o di una connessione esistente è un concetto distinto dalla capacità che la rete potrebbe tecnicamente accogliere in un’area.
Per un BESS, la distinzione è ancora più importante:
- i MWh indicano quanta energia può essere accumulata;
- i MW indicano la potenza di carica o scarica;
- la rete deve poter gestire il profilo di immissione e, quando necessario, quello di prelievo per la ricarica.
Una mappa orientata alla nuova generazione non dimostra automaticamente che esista adeguata capacità di prelievo per ricaricare un sistema di accumulo.
Rete di trasmissione e rete di distribuzione: strumenti diversi, letture diverse
La valutazione cambia anche in base al soggetto competente e al livello di rete.
Rete di Trasmissione Nazionale: capacità per stazione e scenari di rinforzo
Nelle informazioni pubbliche relative alla RTN, Terna mette a disposizione strumenti consultivi che possono mostrare, per una stazione, elementi quali:
- capacità disponibile;
- livelli di tensione;
- punti di connessione disponibili;
- capacità senza ulteriori rinforzi;
- capacità con i rinforzi di rete previsti nell’area.
La differenza fra capacità senza rinforzi e capacità con rinforzi è decisiva.
La prima descrive la situazione nella configurazione di rete considerata senza ulteriori interventi. La seconda incorpora uno scenario nel quale i rinforzi programmati o previsti siano realizzati.
I due valori:
- non vanno sommati;
- non rappresentano necessariamente la stessa disponibilità temporale;
- non hanno lo stesso livello di incertezza progettuale;
- non consentono, da soli, di stimare tempi, costi o opere di connessione.
Inoltre, Terna indica che le iniziative già autorizzate vengono sottratte dalla capacità disponibile e che i punti di connessione assegnati a tali iniziative non risultano tra quelli disponibili. Questo non rende il dato immutabile: richieste, titoli, rinunce, autorizzazioni, nuove opere e impianti entrati in esercizio possono modificare il quadro.
Terna mette inoltre a disposizione una mappa pubblica consultiva relativa alla capacità massima addizionale per FER e accumuli. Per usarla correttamente, occorre verificare la data di riferimento e la versione del dataset o della mappa; una capacità aggregata per una porzione di rete non equivale automaticamente alla capacità subito disponibile in uno specifico punto di consegna.
Rete di distribuzione: mappe qualitative e atlanti territoriali
Per impianti collegati alla distribuzione, la disponibilità pubblica delle informazioni può essere più qualitativa e dipende dal distributore territorialmente competente.
E-Distribuzione, nel proprio perimetro, pubblica una mappa delle aree critiche con indicazioni su saturazione, punti critici e zone qualitativamente più idonee alla connessione. È uno strumento utile per escludere, in prima battuta, aree chiaramente problematiche; non esprime però una potenza automaticamente concedibile.
Gli Atlanti di Rete richiamati nel quadro del TICA hanno una funzione analoga: forniscono indicazioni qualitative sulla capacità di accogliere nuova produzione. Unareti chiarisce espressamente che tali informazioni non sostituiscono l’analisi specifica che segue una domanda di connessione.
In pratica, una mappa DSO può aiutare a porre le domande giuste, ma non può sostituire il gestore nel definire il punto di connessione, le opere e le condizioni economiche.
Perché una zona “verde” non basta per scegliere un terreno
Un indicatore favorevole è un elemento di pre-screening. Non basta, da solo, per acquistare o opzionare un’area.
Un progetto può risultare vicino a una stazione o a una linea, ma richiedere comunque opere complesse per ragioni come:
- distanza reale dal punto di consegna proponibile;
- necessità di attraversamenti, servitù o cavidotti;
- indisponibilità di uno stallo o di un punto fisico di connessione;
- limiti locali di tensione;
- necessità di interventi sulle protezioni;
- vincoli termici su tratti specifici della rete;
- congestioni legate a iniziative già in coda;
- tempi autorizzativi delle opere di rete;
- vincoli paesaggistici, ambientali, urbanistici o fondiari.
La vicinanza geografica, quindi, non equivale alla vicinanza elettrica né alla semplicità della connessione.
Anche la saturazione merita una lettura prudente. Un’area con molte richieste di connessione può essere sottoposta a pressione amministrativa e progettuale, ma questo non significa automaticamente che sia fisicamente impossibile ogni futura connessione. Allo stesso modo, un’area senza una criticità evidente in mappa non assicura che il progetto otterrà una soluzione semplice o rapida.
Fotovoltaico, BESS e nuovi carichi non hanno lo stesso impatto sulla rete
La capacità di rete non è una valutazione astratta: dipende dal profilo elettrico del progetto.
Fotovoltaico
Un impianto FV richiede soprattutto una valutazione della potenza in immissione e del suo profilo temporale. In una rete di distribuzione, la produzione concentrata nelle ore solari può incidere sui livelli di tensione e sui flussi inversi, anche se la domanda locale in altri orari è elevata.
BESS stand-alone
Un BESS stand-alone può dover:
- prelevare potenza per caricarsi;
- immettere potenza in scarica;
- operare con profili variabili nel tempo.
Per questo non è sufficiente verificare la sola hosting capacity per nuova generazione. Occorre valutare anche la capacità della rete di sostenere il prelievo, oltre ai requisiti tecnici e alla configurazione proposta.
BESS co-locato con fotovoltaico
Un accumulo co-locato può modificare il profilo di scambio di un impianto FV, ad esempio spostando nel tempo una parte dell’energia. Tuttavia, non crea automaticamente capacità di connessione aggiuntiva e non elimina i limiti fisici, di tensione o di protezione della rete.
La potenza richiesta, il punto di connessione, l’eventuale condivisione dell’infrastruttura e la logica di esercizio devono essere valutati dal gestore nel caso concreto.
Ricarica, data center e altri carichi flessibili
Per nuovi carichi, la questione è diversa: conta la capacità di prelievo, spesso indicata come load capacity o loadability. Una rete che può accogliere nuova generazione non è necessariamente pronta ad alimentare un grande carico in ogni fascia oraria.
Il Documento per la consultazione ARERA 239/2024/R/com, pubblicato il 20 giugno 2024, tratta proprio la distinzione fra mappe di hosting capacity per la generazione e mappe di load capacity per nuovi carichi. Si tratta di orientamenti regolatori e informativi, non di una scorciatoia per ottenere capacità senza istruttoria.
Come leggere una mappa di capacità di rete in modo corretto
Quando si consulta una mappa Terna o un atlante/mappe di un DSO, conviene usare una sequenza disciplinata.
1. Identificare il gestore competente
Verificare se il sito ricade nel perimetro di un distributore locale oppure se il progetto è candidato a una connessione alla RTN. Non tutte le mappe hanno copertura nazionale e non tutti i gestori pubblicano dati con la stessa granularità.
2. Annotare sempre data e ora della consultazione
Capacità, punti disponibili, iniziative autorizzate e stato dei rinforzi sono dati variabili. Salvare il riferimento temporale della mappa, del report o dello screenshot è essenziale per ricostruire la valutazione preliminare.
3. Capire se il dato riguarda immissione, prelievo o entrambi
Per un FV interessa soprattutto l’immissione. Per un BESS servono spesso entrambe le letture. Per ricarica e grandi consumi conta principalmente il prelievo.
4. Distinguere scenario attuale e scenario con rinforzi
Una capacità “con rinforzi” può essere utile nella pianificazione di lungo periodo, ma richiede verifiche su opere, autorizzazioni, cronoprogramma e condizioni effettive di realizzazione.
5. Verificare il punto fisico, non solo la zona
Una capacità associata a una stazione o a una microzona non garantisce che il punto di consegna del progetto sarà collocato dove previsto dal proponente o che il tracciato di connessione sarà realizzabile senza criticità.
6. Integrare i dati elettrici con quelli territoriali
La scelta del sito richiede una valutazione congiunta di:
- disponibilità e caratteristiche dell’area;
- vincoli autorizzativi;
- accessibilità per cavidotti e opere;
- servitù;
- distanza e tracciato;
- rete competente;
- tensione ipotizzabile;
- configurazione del progetto;
- iniziative concorrenti note.
Dalla mappa al preventivo: una sequenza pratica di due diligence
Per evitare che la mappa diventi un falso elemento di certezza, il processo può essere organizzato in sei passaggi.
- Pre-screening territoriale
Individuare aree coerenti con disponibilità del suolo, vincoli e obiettivi del progetto.
- Identificazione della rete competente
Verificare quale DSO opera nell’area e se la taglia/configurazione del progetto rende plausibile una connessione alla distribuzione o alla RTN.
- Consultazione delle informazioni pubbliche disponibili
Usare mappe, atlanti e strumenti del gestore come filtro comparativo, registrando data e ora di consultazione.
- Valutazione tecnica preliminare del sito
Considerare tensione, distanza dal nodo, tracciati possibili, opere potenzialmente necessarie e differenza fra capacità con e senza rinforzi.
- Richiesta formale di connessione
Presentare una richiesta con dati tecnici coerenti con il progetto: potenza di immissione, eventuale potenza di prelievo, configurazione FV/BESS e altre caratteristiche rilevanti.
- Analisi del preventivo e della soluzione tecnica
Solo la soluzione proposta dal gestore consente di valutare con maggiore concretezza opere, punto di connessione, condizioni tecniche, tempi e costi del progetto.
Non sono disponibili, nelle fonti qui considerate, costi medi affidabili e comparabili per MW o per chilometro di connessione. Preventivi, opere e tempistiche dipendono dal singolo sito e non dovrebbero essere stimati con valori standardizzati non omogenei.
Domande da porre al tecnico o al progettista prima di acquistare un terreno
Prima di acquisire un’area o avviare progettazioni costose, è utile chiedere una valutazione strutturata. Queste domande possono diventare una checklist iniziale.
Rete e punto di connessione
- Qual è il gestore di rete territorialmente competente?
- Il progetto è più plausibilmente destinato alla distribuzione o alla RTN?
- Quale livello di tensione è ipotizzabile?
- Quali stazioni, cabine o nodi potrebbero essere tecnicamente rilevanti?
- Esistono punti di connessione pubblicamente indicati come disponibili?
Capacità e configurazione elettrica
- Il dato cartografico consultato riguarda immissione, prelievo oppure entrambi?
- Per un BESS, sono state considerate separatamente potenza di carica, potenza di scarica ed energia in MWh?
- La capacità indicata è senza rinforzi o dipende da opere previste?
- Ci sono limiti di tensione, protezioni, cortocircuito o flusso che potrebbero condizionare il progetto?
- Quali iniziative già autorizzate o riservate possono influenzare il quadro?
Opere, territorio e autorizzazioni
- Quale distanza elettrica e fisica separa il sito dal punto di connessione ipotizzabile?
- Il tracciato del cavidotto richiede attraversamenti, servitù o autorizzazioni complesse?
- Sono ipotizzabili nuove cabine, ampliamenti di stazione o rinforzi di linea?
- Esistono vincoli territoriali che potrebbero ostacolare le opere di rete?
- Il terreno ha accessi e spazi compatibili con l’infrastruttura necessaria?
Decisione economica
- Quali elementi devono essere confermati prima di firmare un acquisto o un’opzione?
- Quali ipotesi del business plan dipendono ancora dal preventivo di connessione?
- Quali scenari alternativi esistono se la potenza assegnabile fosse inferiore o se fossero richiesti rinforzi?
- Quali rischi restano aperti su tempi, opere e autorizzazioni?
Hosting capacity: utile per scegliere dove approfondire, non per decidere da sola
La hosting capacity della rete elettrica è diventata un criterio sempre più importante nella localizzazione di fotovoltaico, accumuli e nuovi carichi. Usata bene, permette di confrontare aree e nodi con maggiore consapevolezza e di evitare siti chiaramente critici.
Usata male, può portare a confondere una disponibilità cartografica con una capacità definitivamente assegnabile.
La regola pratica è semplice: una mappa è un buon punto di partenza, non il punto di arrivo. Per decidere su un terreno o su un progetto servono sempre la verifica del gestore competente, la richiesta di connessione e l’analisi della soluzione tecnica proposta.
Per il caso di una batteria aggiunta a un impianto già esistente, il tema non è la ricerca di una nuova localizzazione ma la possibile modifica della connessione: approfondisci nella guida su batteria fotovoltaica e retrofit di un impianto esistente.
I vincoli di tensione sono un altro tema da distinguere dalla sola capacità disponibile in mappa: possono incidere sul funzionamento locale dell’impianto anche dopo la connessione. Vedi anche la guida su sovratensione e distacchi dell’inverter fotovoltaico.
Fonti
https://coll-my.terna.it/it-IT/support/
https://myterna-conn-sit-cr.powerappsportals.com/it-IT/
https://www.arera.it/atti-e-provvedimenti/dettaglio/24/239-24
https://www.arera.it/en/atti-e-provvedimenti/dettaglio/08/099-08arg
https://www.e-distribuzione.it/a-chi-ci-rivolgiamo/produttori/aree-critiche.html
https://www.unareti.it/it/produrre-energia/atlante-rete
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