Australia, batterie e rinnovabili cambiano il mercato elettrico: cosa emerge dal report AEMO Q2 2026
Il sistema elettrico australiano sta diventando uno dei laboratori più interessanti al mondo per osservare cosa succede quando fotovoltaico, eolico e sistemi di accumulo raggiungono una scala significativa.
Il nuovo Quarterly Energy Dynamics Q2 2026 pubblicato da AEMO, l’Australian Energy Market Operator, fotografa un trimestre particolarmente significativo: cresce la quota di energia rinnovabile, aumenta rapidamente la capacità delle batterie, diminuisce il ricorso alle fonti fossili e, contemporaneamente, i prezzi wholesale dell’elettricità scendono sensibilmente.
Ma il dato più interessante non è forse nessuno di questi preso singolarmente. È il modo in cui fotovoltaico e accumulo stanno iniziando a modificare il profilo stesso della domanda e dell’offerta elettrica.
Rinnovabili al 42,1% nel mercato elettrico australiano
Nel secondo trimestre del 2026 la quota delle rinnovabili nel National Electricity Market australiano, il cosiddetto NEM, ha raggiunto in media il 42,1% della produzione elettrica, contro il 37,1% dello stesso trimestre del 2025.
Si tratta del valore più elevato mai registrato in un secondo trimestre.
La crescita è stata sostenuta soprattutto dall’eolico, che ha raggiunto una produzione media di 4.198 MW, in aumento del 20% su base annua, e dal fotovoltaico utility scale, cresciuto del 12% fino a una media di 1.860 MW.
Anche il fotovoltaico distribuito continua ad avere un peso rilevante. La produzione media ha raggiunto 2.520 MW, in crescita del 6,9%, mentre la capacità fotovoltaica installata presso famiglie e imprese nel NEM ha superato i 26 GW.
Parallelamente diminuisce la generazione fossile.
La produzione a carbone è scesa del 5%, mentre quella a gas ha registrato una contrazione del 30%, raggiungendo il livello medio più basso per un secondo trimestre dal 2003.
Il risultato è stato anche ambientale: le emissioni complessive del NEM sono diminuite del 6,4%, scendendo a 27,1 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente.
Le batterie superano i 9 GW
Il vero protagonista del trimestre è però l’accumulo elettrochimico.
Tra il secondo trimestre del 2025 e quello del 2026 sono entrati nella fase di commissioning nuovi Battery Energy Storage System per complessivi 4.640 MW di potenza e 12.353 MWh di capacità energetica.
Alla fine del trimestre, considerando gli impianti pienamente operativi e quelli ancora in commissioning, la potenza complessiva delle batterie nel NEM aveva superato i 9 GW.
Solo nel Q2 2026 sono entrati in commissioning altri 951 MW / 2.753 MWh.
Tra i nuovi progetti figurano, ad esempio:
- Stanwell BESS, 300 MW / 1.200 MWh;
- Woolooga BESS, 222 MW / 593 MWh;
- Mornington BESS, 240 MW / 590 MWh;
- Broadsound Energy Park, 180 MW / 360 MWh.
Numeri che mostrano come l’accumulo stia passando da tecnologia complementare a vera e propria componente strutturale del sistema elettrico.
Il comportamento delle batterie sta diventando sempre più evidente
Il report AEMO permette di osservare molto chiaramente il funzionamento dell’accumulo su larga scala.
Nel Q2 2026 la scarica media delle batterie è salita a 476 MW, quasi tre volte i 162 MW registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.
La carica media è invece aumentata del 182%, raggiungendo 574 MW.
Ancora più interessante è la distribuzione durante la giornata.
La ricarica nelle ore centrali, tra le 10:00 e le 16:00, è aumentata di 1.009 MW, pari al 211%.
Nello stesso tempo, la scarica nella fascia serale tra le 16:00 e le 21:00 è aumentata di 1.066 MW, pari al 228%.
È probabilmente la rappresentazione più chiara di quello che viene spesso definito energy shifting.
Le batterie assorbono energia quando la produzione solare è abbondante e la restituiscono alla rete nelle ore successive, quando il fotovoltaico diminuisce e la domanda rimane elevata.
Nuovi record di carica e scarica
L’espansione della capacità installata si riflette anche nei record operativi.
Il 7 giugno 2026 le batterie del NEM hanno raggiunto una potenza complessiva di carica di 3.653 MW, superando del 29% il precedente record.
Il 26 giugno è stato invece stabilito un nuovo record di scarica, con 3.759 MW immessi nel sistema dalle batterie.
Sono valori ormai comparabili con quelli di grandi centrali elettriche convenzionali.
Ed evidenziano quanto rapidamente l’accumulo stia acquisendo un ruolo significativo non soltanto nei servizi di rete ma anche nella gestione quotidiana della domanda elettrica.
Le batterie iniziano a modificare il profilo della domanda
Uno degli aspetti più interessanti del rapporto AEMO riguarda però le batterie domestiche.
Secondo l’operatore australiano, la crescita degli accumuli residenziali sta iniziando a modificare la curva della domanda elettrica.
Durante il giorno cresce infatti la domanda associata alla ricarica delle batterie, mentre nelle ore serali parte dei consumi domestici viene alimentata direttamente dall’energia precedentemente accumulata.
Il risultato è uno spostamento progressivo della domanda dalla sera verso le ore centrali della giornata.
È un fenomeno importante perché modifica uno dei problemi classici dei sistemi con elevata penetrazione fotovoltaica: l’eccesso di produzione nelle ore centrali e il rapido aumento della domanda residua dopo il tramonto.
In altre parole, l’accumulo sta iniziando a trasformare non soltanto l’offerta ma anche la forma stessa della domanda elettrica.
Rinnovabili e accumuli arrivano al 73,9% del sistema
L’11 aprile 2026 il contributo combinato di rinnovabili e sistemi di accumulo ha raggiunto il 73,9% della produzione elettrica del NEM.
In quella mezz’ora:
- il fotovoltaico distribuito copriva il 38,4%;
- il fotovoltaico utility scale il 16,2%;
- l’eolico il 17%.
Il dato rimane inferiore al record assoluto del 78,6% registrato nell’ottobre 2025, ma rappresenta il massimo mai raggiunto in un secondo trimestre.
Nello stesso periodo il contributo minimo di rinnovabili e storage è stato però del 14%.
Ed è proprio questa differenza, dal 14% al 73,9%, a mostrare uno dei problemi principali dei sistemi elettrici ad alta penetrazione rinnovabile: la forte variabilità della produzione.
Le batterie diventano quindi uno degli strumenti principali per ridurre la distanza temporale tra produzione e consumo.
Le batterie coprono sempre più anche i picchi di domanda
Un altro indicatore significativo riguarda il momento di massima domanda giornaliera.
Nel Q2 2026 rinnovabili e storage hanno coperto in media il 35,4% della domanda nel momento del picco giornaliero, contro il 29,2% dell’anno precedente.
La sola componente batterie ha contribuito mediamente per il 9,1%, con un aumento di 5,8 punti percentuali in un anno.
Questo dato è particolarmente importante.
Una delle critiche storicamente rivolte a fotovoltaico ed eolico riguarda infatti la loro capacità di contribuire nei momenti di maggiore richiesta.
L’accumulo permette progressivamente di separare il momento della produzione da quello del consumo, rendendo disponibile l’energia solare anche quando il sole non è più presente.
Le batterie stanno influenzando anche la formazione dei prezzi
Il ruolo crescente dell’accumulo non riguarda soltanto i flussi energetici.
Nel Q2 2026 le batterie hanno contribuito direttamente alla determinazione del prezzo dell’elettricità nel 36% degli intervalli di dispacciamento, contro appena il 17% dello stesso trimestre dell’anno precedente.
In altre parole, in poco più di un anno la loro influenza sul mercato è più che raddoppiata.
Parallelamente il prezzo medio wholesale dell’elettricità nel NEM è sceso a 74 dollari australiani per MWh, con una riduzione del 47% rispetto al Q2 2025.
È il valore più basso registrato in un secondo trimestre dal 2020.
Secondo AEMO, alla diminuzione hanno contribuito tre elementi principali:
maggiore produzione rinnovabile, maggiore scarica delle batterie durante i picchi e minore domanda nelle ore serali.
Un effetto paradossale: più batterie, meno margine per le batterie
Il report mette però in luce anche un fenomeno particolarmente interessante dal punto di vista economico.
Nonostante le batterie abbiano movimentato una quantità di energia molto maggiore, i ricavi derivanti dall’arbitraggio sono diminuiti.
Nel Q2 2026 i ricavi netti da arbitraggio sono scesi a circa 52,8 milioni di dollari australiani, il 56% in meno rispetto allo stesso trimestre del 2025.
La spiegazione sta nella riduzione dello spread tra il prezzo dell’energia durante le ore di carica e quello durante le ore di scarica.
A livello NEM, lo spread medio è passato da 342 AUD/MWh a soli 51 AUD/MWh.
Il fenomeno è significativo.
Le batterie guadagnano normalmente acquistando o immagazzinando energia quando costa poco e rivendendola quando costa di più.
Ma più batterie entrano nel mercato, più tendono a:
assorbire energia nei momenti di prezzo molto basso;
immetterla nei momenti di prezzo elevato;
ridurre quindi la distanza tra i due valori.
In un certo senso, quindi, le batterie stanno comprimendo gli stessi spread di prezzo dai quali ricavano parte dei propri profitti.
È un segnale tipico di un mercato che sta maturando rapidamente.
Meno volatilità, ma nuove sfide per i modelli di business
Questo non significa necessariamente che gli investimenti in accumulo diventino meno interessanti.
Significa piuttosto che il modello economico dei BESS potrebbe progressivamente diventare più articolato.
Oltre all’arbitraggio energetico, le batterie possono infatti generare ricavi attraverso:
servizi di regolazione della frequenza;
servizi di capacità;
bilanciamento della rete;
gestione delle congestioni;
supporto alla stabilità del sistema.
Il report mostra ad esempio che nel Western Australian Electricity Market le batterie hanno raggiunto l’89% dei volumi abilitati nei mercati dei servizi di frequenza e regolazione.
La maggiore concorrenza ha contribuito a ridurre del 92% i costi di questi servizi.
È un ulteriore esempio di come la diffusione dello storage possa generare effetti sistemici ben oltre il semplice spostamento dell’energia nel tempo.
Il problema della variabilità non scompare
Il report AEMO evita però qualsiasi lettura semplicistica.
Il 21 e 22 giugno l’Australia meridionale ha attraversato un periodo caratterizzato contemporaneamente da basse temperature, poco vento e limiti nelle interconnessioni.
In quelle condizioni il sistema ha dovuto aumentare rapidamente il ricorso alla generazione a gas.
Il 22 giugno la produzione media giornaliera da gas nel NEM ha raggiunto 3.328 MW, il valore più elevato del trimestre.
L’episodio ricorda che sistemi con quote elevate di fotovoltaico ed eolico richiedono una combinazione di strumenti:
accumulo;
interconnessioni;
gestione della domanda;
generazione flessibile;
reti adeguate.
L’accumulo non elimina la variabilità delle rinnovabili, ma ne riduce progressivamente l’impatto operativo.
Un sistema elettrico che sta cambiando struttura
Il Quarterly Energy Dynamics Q2 2026 racconta quindi qualcosa di più profondo della semplice crescita della capacità rinnovabile.
Il sistema elettrico australiano sta iniziando a cambiare il proprio funzionamento.
Il fotovoltaico produce grandi quantità di energia nelle ore centrali della giornata.
Le batterie assorbono una quota crescente di quella produzione.
La stessa energia viene poi restituita nelle ore serali.
Gli accumuli domestici riducono il prelievo delle abitazioni dopo il tramonto.
Le batterie utility scale partecipano sempre più frequentemente alla formazione dei prezzi e ai servizi di rete.
Il risultato è una curva della domanda più piatta e un mercato con minori differenze di prezzo tra le diverse ore della giornata.
Il dato da osservare nei prossimi anni
La crescita delle batterie australiane è probabilmente uno degli indicatori più interessanti da seguire.
In appena un anno sono entrati in commissioning oltre 12 GWh di nuova capacità di accumulo, mentre la potenza installata ha superato i 9 GW.
Se questa dinamica continuerà, il ruolo dello storage potrebbe passare rapidamente da supporto alle rinnovabili a vera infrastruttura centrale del mercato elettrico.
Ed è forse questa la principale indicazione che emerge dal rapporto AEMO.
La transizione energetica australiana non riguarda più soltanto quanti pannelli fotovoltaici o turbine eoliche vengono installati.
La nuova fase riguarda soprattutto come conservare, spostare e utilizzare nel momento giusto l’energia prodotta dalle rinnovabili.
Ed è precisamente in questo passaggio che i sistemi di accumulo stanno assumendo un ruolo sempre più determinante.
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